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Categoria Laicità dello Stato
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Un Dio più vero di quello degli altri

di Società Futura (11/11/2009 - 21:16)


di Franco Gabotti
  Dovrei ora dire la mia opinione sulla diatriba che vede al centro del dibattito la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche ancorché negli uffici pubblici amministrativi. Ho l'impressione che potrei entrare a ... (Continua)

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Occhiopermille....

di Società Futura (01/07/2009 - 14:50)


Pubblichiamo un estratto dal sito dello UAAR (www.uaar.it). Per completare la lettura ed avere tutte le informazioni potete utilizzare la pagina http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/.
 
 
 
 
COSA SIGNIFICA “OTTO PER MILLE”?
Fino a due decenni fa lo Stato italiano pagava direttamente lo stipendio al clero cattolico, con il meccanismo della congrua. Ritenendolo datato, nell’ambito delle trattative per il “nuovo” Concordato si decise un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza più democratico e trasparente in quanto allargato alle altre religioni: lo Stato decideva di devolvere l’8 per mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.
 
COME FUNZIONA IL MECCANISMO?
Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.
In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.
Come se non bastasse, la mancata formulazione di un’opzione non viene presa in considerazione: l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.
Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che NON fa la Chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore.
ECCO PERCHÉ È IMPORTANTE COMPILARE QUESTA SEZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.
Qualora il contribuente non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione, può comunque effettuare ugualmente la scelta della destinazione dell’8 per mille consegnando il CUD in una busta chiusa a un ufficio postale.
 
Segue su:
http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/.

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La classe politica va in Paradiso.

di Società Futura (11/05/2009 - 21:56)

In attesa che l’Arcivescovo risponda al nostro post di ieri, vi giriamo una notizia che chiarisce in modo efficace quale sia il tenore dei rapporti tra la Chiesa cattolica e (tutta) la classe politica italiana.

Dal giornale “la Repubblica” apprendiamo che “mentre l'Esecutivo taglia 8 miliardi (e 134 mila posti in tre anni) alla scuola pubblica il Parlamento impegna il governo perché nei prossimi mesi aumenti i finanziamenti alle scuole private. I promotori delle mozioni approvate dalla Camera durante la seduta dello scorso 6 maggio sanno che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sta predisponendo la Finanziaria per il 2010. Due delle tre mozioni che hanno incontrato il consenso dell'aula di Montecitorio, nella sostanza, chiedono dapprima di restituire alle scuole paritarie il "maltolto" (leggasi taglio effettuato con la legge finanziaria del 2009) e, successivamente, di allargare i cordoni della borsa.
Sull'esigenza di supportare le scuole paritarie, che vedono impegnata sul campo la chiesa cattolica, si è realizzato alla Camera un accordo abbastanza largo che ha coinvolto un pezzo dell'opposizione. La mozione che senza troppi preamboli chiede al governo di "incrementare le risorse destinate al sistema paritario" è quella sottoscritta da una trentina di deputati del Pdl (tra i quali Cicchitto e Cota, due uomini molto vicini al presidente del consiglio Berlusconi), della Lega e del Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo.
Leggete l’intero articolo su
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-10/soldi-private/soldi-private.html.
Chissà se Franceschini ed il Pd (ma speriamo anche in Di Pietro e nella sinistra alternativa) prenderanno posizione contro questa ennesima ingiustizia ed assurda regalia alle imprese private della Chiesa cattolica? Se la posizione rimane quella espressa dall’ordine del giorno, allora povera scuola pubblica e povero Stato laico.
Qual’è la sensazione? La Chiesa ha bisogno di finanziamenti pubblici per mantenere la sua struttura e per le sue innumerevoli attività, mentre la politica ha una forte necessità di legittimazione e di appoggio da parte della gerarchia ecclesiastica. Detto fatto: Casini chiede e Berlusconi allarga i cordoni della borsa, i vescovi benedicono come campioni dei valori cattolici i rappresentanti della casta. ...E benedicono anche quelli con due famiglie e con figli fuori dal matrimonio, anche quelli che evadono le tasse o si appropriano di soldi pubblici, anche quelli che si fanno corrompere o vendono pubblici appalti, anche quelli che lavorano con o per conto della mafia e della camorra.
Ma si sa, l’importante per un cattolico è la capacità di pentimento, mica la capacità di vivere una vita in rettitudine....
Ma chi paga questo scambio di gentilezze? Non abbiate dubbi, lo paghiamo tutti noi, anche contro la nostra volontà. Ogni anno, infatti, una cifra enorme (la metà di una legge finanziaria) viene concessa al Vaticano, in modo discutibile dato che, privilegi simili, non sono concessi alle altre confessioni religiose.
Vi pare giusto?
Aspettiamo, assieme alle eventuali risposte dell’Arcidiocesi, anche i vostri commenti.

Noi non molliamo, ma senza di voi è dura.

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Misteri della Fede

di Società Futura (19/02/2009 - 13:51)


“Gli italiani (anche i non credenti n.d.r.) spendono per mantenere la Chiesa più di quanto spendano per mantenere l’odiato ceto politico. Ma non lo sanno”

 

La presentazione del libro “la Questua”:
 
Quanto costa la Chiesa agli Italiani?
Una cifra enorme passa ogni anno dal bilancio dello Stato italiano e degli enti locali alle casse della Chiesa cattolica. A cui bisognerebbe aggiungere almeno il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano e oggi al centro di una inchiesta dell’Unione europea: il mancato incasso dell’Ici, l’esenzione da Irap, Ires e altre imposte, l’elusione consentita per le attività turistiche e commerciali.
Curzio Maltese, con il libro inchiesta “la Questua” (Serie Bianca Feltrinelli €. 14,00) snicciola cifre e dati, scandaglia documenti, bilanci e siti internet, dà voce a fonti insospettabili, in un’inchiesta sorprendente e coraggiosa che rielabora, amplia e integra i materiali già pubblicati a puntate sulle pagine di “Repubblica”.
L’obiettivo è quello di far luce su una realtà troppo poco conosciuta e non sempre trasparente, che provoca non pochi disagi nel mondo dei fedeli e che tocca nervi sensibilissimi della democrazia italiana, come la lealtà fiscale, la corretta gestione delle risorse pubbliche, della laicità dello Stato.
* * * * *
Dal documento costitutivo di Società Futura

Vogliamo rappresentare un punto di riferimento e di incontro di persone di diversa estrazione sociale, esperienza e bagaglio culturale, e costituire la sintesi di questa pluralità di idee, valori e proposte. Organizzandoci in movimento ci proponiamo di agire quale soggetto politico democratico  con lo scopo di promuovere, tutelare e diffondere, in ogni espressione della vita pubblica, il rispetto dei principi ispiratori e delle norme della Carta Costituzionale, ed in particolare di difendere i principi di libertà, di democrazia, di solidarietà, di propugnare l’equità fiscale, lo stato di diritto, l’unità del Paese e, non per ultimo, il valore assoluto della laicità dello Stato.

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