Vade retro Gelmini!
Una società realmente moderna ed avanzata scommette ed investe sul domani dei propri giovani, il vero futuro del Paese. L'impegno deve riguardare innanzitutto la scuola, sulla quale è opportuno e necessario investire grandi risorse economiche ed intellettuali, così da garantire la possibilità ai nostri figli di "assorbire", oltre che alla necessaria preparazione scolastica, una conoscenza approfondita del mondo che ci circonda.
Il Governo Berlusconi, consapevole strumento di una nuova classe sociale di benestanti (che esprime anche la classe dirigente del Paese) impegnata ad affermare la sua egemonia sociale e culturale sulla restante parte della società, ha iniziato una sorta di lotta di classe al contrario, che afferma l'inicuità del sistema sociale, scaricando però il peso dei costi sulla parte più debole, secondo il principio che i più poveri devono pagare anche per i più ricchi.
...E questa nuova classe dominante è così insensibile al principio di equità sociale ed alle regole (che spesso tende ad aggirare con furbizie e con leggi costruite solo per se stessa) ed è così arrogante che difende un innaturale diritto per il quale, da un lato, si sente in diritto di evadere le tasse (o, nel migliore dei casi, a non contriubuire in proporzione al reddito alle spese dello Stato), ma dall'altro ad avere servizi esclusivi ai quali non è consentito l'accesso "agli altri".
Questa disgustosa affermazione di potere oggi viene confermata con il decreto Gelmini. Il provvedimento del Governo, infatti, non è una riforma, bensì un piano di tagli alla scuola pubblica, che serve a distruggere la possibilità di avere una grande scuola laica a disposizione di tutti i giovani. ...E questo, nel disegno politico della lotta di classe al contrario, è l'obiettivo vero del decreto.
Lo stesso taglio di risorse, invece, non è previsto per le scuole private, quasi tutte in mano alla Chiesa cattolica, dove i figli della classe dirigente dovranno e potranno formarsi (a spese però dell'intera società) con strutture e mezzi assolutamente impensabili per la futura scuola pubblica dei poveracci, immaginata e programmata da Berlusconi & C.
Noi rifiutiamo l'idea di una scuola pubblica ispirata al modello americano, dove i giovani non possono avere mezzi e strumenti adeguati per formarsi adeguatamente, attraverso una cultura laica e multietnica. Negli anni scorsi riforme sciagurate (sia da destra che da sinistra) hanno già limitato le potenzialità del sistema, ma questo decreto, di fatto, darebbe il colpo di grazia all'istituzione scolastica.
Per questo motivo anche società futura si schiera con il movimento spontaneo sorto in tutta Italia per la Difesa della Scuola Pubblica.
Il giorno 30 saremo presenti al presidio ed alla manifestazione di Vercelli, in piazza Cavour, indetta dal Comitato Vercellese per la Difesa della Scuola Pubblica, aderendo alla piattaforma che, di seguito, volentieri pubblichiamo.
Partecipate alla manifestazione! Lottate per assicurare un futuro ai nostri giovani!
Fermiamo il Decreto Gelmini!
Il decreto del ministro Gelmini intende far arretrare il sistema scolastico italiano di almeno 50 anni.
Nei prossimi tre anni il ministro ed il governo vogliono tagliare 130 mila posti di lavoro, 87mila docenti spariranno dalla scuola e 43mila fra tecnici, amministrativi e collaboratori scolastici subiranno la stessa sorte. Il tutto per un risparmio di 8 miliardi di euro!
Un taglio enorme di risorse che danneggerà irreparabilmente la qualità dell'istruzione.
Nella scuola elementare si vuole reintrodurre la figura del maestro unico, una simile ipotesi comporterà la scomparsa del tempi pieno, delle compresenz edi insegnanti e di molte altre attività che hanno contribuito a fsr sì che la scuola elementare diventasse una delle migliori in ambito europeo.
Il governo di Berlusconi e il ministro Gelmini vogliono cancellare tutto ciò.
Nelle medie inferiori e superiori ci saranno meno ore di lezione, meno laboratori, con meno insegnanti. Ogni offerta formativa aggiuntiva sarà a pagamento. Altro che scuola per la formazione dell'individuo!!
I plessi scolastici con meno di 50 alunni dovranno essere chiusi e gli istituti con meno di 500 studenti accorpati.
In Piemonte potrebbero sparire 816 plessi e 181 comuni rimarrebbero senza scuola.
Per contrastare questo scellerato disegno è nato il Comitato Vercellese per la Difesa della Scuola Pubblica, una libera associazione, un'alleanza fra i soggetti sociali che vivono con la scuola: studenti, genitori e insegnanti.
Vogliamo l'abrogazione dell'art. 64 della legge 133 del 6 agosto che prevede i tagli.
Vogliamo che l'intero pacchetto Gelmini venga ritirato!
GIOVEDI' 30 OTTOBRE DALLE ORE 10, IN PIAZZA CAVOUR,
PRESIDIO CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA.
Comitato Vercellese per la Difesa della Scuola Pubblica.
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