Preferiamo ancora sbagliare con Platone.
di Società Futura (07/02/2010 - 12:47)
Questo è l'anfiteatro di Libarna. Loro hanno realizzato un parco archeologico, noi attività edilizia. Civiltà a confronto.
"Errare malo cum Platone quam cum istis vera sentire"
Preferisco sbagliare con Platone che aver ragione insieme a costoro.
Ancora su Cà di Rat....
Sul giornale “la Sesia” di Venerdì 5 febbraio il Sindaco Corsaro ci tiene a precisare che lui ed i membri della Giunta non sono palazzinari. Registriamo la dichiarazione: ognuno ha il diritto di dire quello che vuole.....
L’aspetto che maggiormente colpisce, però, nelle dichiarazioni del Primo cittadino riguarda il cambio di rotta dell’Amministrazione. Da mesi ripetiamo pubblicamente, sui giornali ed in rete, una serie di cose e cioè:
1. che sicuramente nell’area denominata Cà di Rat esisteva l’anfiteatro romano di Vercelli;
2. che la costruzione fu quasi completamente rasa al suolo per costruire la cittadella nella seconda metà del 1500
3. che i resti non possono essere definiti come “imponenti vestigia romane” (come spesso dichiarato dallo stesso Sindaco Corsaro)
4. che la tipologia architettonica dell’anfiteatro di Vercelli non ha nulla a che fare con la ricostruzione voluta dallo Studio Isola e da Corsaro che imita grottescamente l’anfiteatro Flavio;
5. che di imponente, in questa vicenda, ci sono solo gli incredibili costi previsti dall’Amministrazione comunale per mettere alla luce un semplice piano di campagna e quattro muretti;
6. che i benefici maggiori (se pur legittimi) di questa operazione vanno ai privati che costruiranno i palazzoni e i negozi nell’area
E’ curioso: oltre al nostro modestissimo parere (noi, infatti, a Vercelli contiamo come il due di picche quando la briscola è fiori) nel dibattito si sono inserite voci autorevoli di studiosi ed associazioni come Archeo Vercelli (http://www.archeovercelli.it/anfiteatro.html#INIZIO) ed Italia Nostra, di esperti come Fabio Bourbon e di appassionati come i fratelli Gaviglio. Per la prima volta tutti sono sulla stessa posizione di contrarietà al progetto. Gli unici a magnificarlo sono i politici, i progettisti ed i costruttori. Ci sarà una buona spiegazione, vero?
In ogni caso tutte le argomentazioni, manifestate dagli esperti e da Società Futura, sono state ignorate (o definite sciocchezze) dall’Amministrazione comunale per mesi. Oggi, invece, incalzati dalle critiche e, soprattutto, dall’evidenza, Corsaro si permette il lusso di darci ragione in maniera tanto spudorata quanto seccante. Infatti, dopo mesi di dotte conferenze nei salotti buoni della Vercelli bene, in cui il Primo Cittadino magnificava l’importanza archeologica degli “imponenti resti dell’anfiteatro romano”, venerdì l’avvocato dichiara, al giornale “la Sesia”, senza pudore alcuno: “Non c’è più l’elevato dell’anfiteatro del 100d.c. (...) ma è stata studiata la possibilità di allargare l’arena e con un gioco di luci dare così un effetto scenico”.
Fantastico! Finalmente Corsaro ammette che il Comune spenderà, alla faccia dei cittadini vercellesi, oltre 2 milioni e trecentomila euro (sperando che bastino), per abbozzare grottescamente una falsa architettura di un anfiteatro ormai inesistente, soffocando ciò che rimane del monumento in mezzo a delle torri di appartamenti, che vedranno, invece, crescere il valore immobiliare grazie alla benevolenza dell’Amministrazione comunale.
Abbiamo ancora speranza che la parte più critica della PdL (la componente ex Alleanza Nazionale) e la Lega Nord (quella della lotta agli sprechi di denaro pubblico) traducano in azione politica gli slogan delle loro campagne elettorali e che blocchino in qualche modo questa operazione. Ma ci raccomandiamo: non aspettino "l'allegra gita scolastica" sull'area dell'anfiteatro prevista da Corsaro per i Consiglieri prima di agire. Quando il Sindaco promette, infatti.... Noi stiamo ancora aspettando di accedere all'area come ci era stato proposto. Chissà se i politici ed i giornalisti saranno più fortunati di noi? Chissà se finalmente i Consiglieri potranno confrontare la relazione della Soprintendente Spagnolo con la realtà che avranno davanti? Chissà se questa benedetta relazione, durante la scampagnata, salterà fuori...???
Da parte nostra lavoreremo con una parte (piccola in verità) dell’opposizione per tentare un ricorso al Tar e per segnalare alla Corte dei Conti, oltre che ad altre autorità, gli aspetti più “curiosi” di questa operazione che, dopo il voto del 3 febbraio, coinvolge l’intero Consiglio comunale di Vercelli per eventuali responsabilità.
Se le associazioni vercellesi (Italia Nostra e GAV) hanno intenzione di proseguire la battaglia attraverso gli strumenti previsti dalla legge, Società Futura si mette fin da ora a loro disposizione per collaborare. Dobbiamo a tutti i costi evitare questo scempio.
Ma lasciatecelo dire: i veri colpevoli di questa vicenda non sono gli Amministratori, i professionisti ed i costruttori. Questi soggetti, infatti, hanno pesantissime responsabilità, senza alcun dubbio, ma la colpa più grave, senza se e senza ma, va ascritta ai Vercellesi ed alla loro abulicità da guinness dei primati.
I nostri concittadini da anni, ormai, acriticamente affidano la delega ad altri di decidere della loro vita (può essere con il 62% alla Pdl oggi oppure con il 55% a Bagnasco ieri) e poi entrano in letargo. Attorno, intanto, succede di tutto, inquinamento, speculazioni, spreco di denaro pubblico e via così, ma senza che la società abbia un minino di moto di ribellione o, almeno, di consapevolezza.
Sulla vicenda Cà di Rat, in particolare, l’aspetto più deprimente è che la gente (quella come noi) può avere due posizioni:
a. non me ne frega nulla di quattro pezzi di muro romano (mica tutti devono amare l’arte e devono spendersi per difendere il patrimonio storico ed archeologico della loro città);
b. è giusto valorizzare l’area dell’anfiteatro (sia per l’amore verso il nostro passato che per le occasioni economiche e culturali per Vercelli).
Ma indipendentemente dall’approccio al problema, tutti dovrebbero indignarsi per lo spreco di denaro pubblico sottratto ai servizi, alla scuola, agli anziani, alle persone in difficoltà. Abbiamo il costo per le mense scolastiche tra i più cari del Piemonte, abbiamo difficoltà nelle scuole elementari (quelle pubbliche) per assicurare le attività del tempo pieno (per mancanza di soldi), abbiamo un trasporto pubblico carente, non abbiamo soldi (così dice Prencipe) per un piano anti inquinamento dell’aria, non possiamo assicurare risorse per le famiglie in difficoltà e per i lavoratori disoccupati (basterebbe anche far partire qualche cantiere di lavoro comunale, mica fare la carità come ai tempi di Oliver Twist). Però i soldi per gli amici a quattro zampe (250 mila euro per un gattile), qualche milione di euro per gigioneggiare con le bande musicali e fare mostre d’arte di mediocre impatto nel panorama culturale italiano, oltre 100 mila euro per le iniziative natalizie dell’Ascom (ma non dovrebbero pagarsele loro) e oltre due milioni per un intervento su un area privata, quelli si trovano sempre, senza problemi: tanto il voto della gente ha dato il mandato alla politica e poi la maggioranza dei Vercellesi è così contenta, bastano quattro sagre e un qualche giocoliere e il gioco è fatto.
Se i cittadini non riescono più ad indignarsi (soprattutto perchè non ne vedono le lampanti ragioni), allora crolla la possibilità di controllo della cosa pubblica e le conseguenze sono nefaste.
Cari Vercellesi, noi non molliamo, ma quando avrete finito di arrossire, per cortesia cominciate a diventare cittadini e a tirare fuori noi (e i tanti altri come noi) dalla riserva indiana nella quale ci avete cacciati, anche se, forse in modo un po snob, preferiamo ancora sbagliare con Platone che aver ragione insieme a questa maggioranza silenziosa.
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