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Appello per la lapide di Dolcino
di Società Futura (24/06/2009 - 18:59)

Questa è la proposta di appello aperta a modifiche e/o integrazioni da parte vostra. Lo lasceremo così per 10 giorni su facebook (http://www.facebook.com/home.php?#/event.php?eid=94988469811&ref=mf) per poi pubblicare quello definit... (Continua)
Perchè nascondere Fra Dolcino?
di Società Futura (06/06/2009 - 14:03)

Il 1° giugno 1307, dopo aver subito tremende torture, sulle rive del fiume Sesia a Vercelli (probabilmente nell'area dove oggi sorge il Tribunale) veniva assassinato sul rogo Fra Dolcino.
Di seguito pubblichiamo un estratto da un articolo di Maria Matteo pubblicato su “Rivista Anarchica” (http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/265/9.htm).
L’epopea dolciniana si svolse nell’arco di 7 anni che videro gli apostolici al centro di una rivolta che mise in seria difficoltà le armate cattoliche tra il 1300 e il 1307. Seguace dell’apostolico Segalello, pacifico autore di “Misteri Buffi”, assiste a Parma al suo rogo nel luglio del 1300 e nell’agosto assume la guida degli apostolici. Nel 1303 è rifugiato nelle Alpi Giulie da dove parte la sua “lettera” ai fedeli (che sono circa 4000 ed armati) in cui sono contenuti i fondamenti della sua dottrina. Nel 1904 Dolcino attraversa in armi la pianura padana e giunge a Gattinara, ove viene ben accolto dalla popolazione locale che aveva appena cacciato i conti Arborio, signori feudali della zona. L’esercito dolciniano conta 5000 uomini e raccoglie la adesioni di parte del clero di Gattinara e molti degli abitanti dei borghi della Val Sesia. I dolciniani si fortificano a Gattinara e fanno scorrerie nei territori circostanti; inoltre Dolcino impone tasse a ricchi e nobili. Nel marzo di quello stesso anno l’esercito degli apostolici sconfigge una lega cattolica organizzata contro di lui dai nobili e dal clero. Nell’estate la lega si riorganizza e Dolcino si ritira in Valsesia mentre Gattinara viene devastata e gli abitanti sterminati dall’esercito cattolico. I dolciniani vengono progressivamente circondati e si barricano in montagna sulla parete Calva ove trascorrono un difficilissimo inverno.
Una marcia da leggenda attraverso i valichi alpini porta poi gli apostolici nel biellese ove inizia una lotta senza quartiere, feroce e totale: il 23 marzo del 1307 i dolciniani vengono definitivamente sconfitti sul monte Rubello. Dolcino, Cattaneo Longino e Margherita leader teorici e militari degli eretici pauperisti vengono feriti e catturati. Condannati al rogo ed alla tortura verranno ferocemente tormentati con tenaglie roventi e bruciati vivi.
La lapide dedicata a Fra Dolcino dal Movimento Operaio Vercellese
Del tutto emblematica è la recente vicenda della lapide a Dolcino, che nel 1907 il movimento operaio vercellese volle collocata nella propria casa del popolo. Gli operai valsesiani, biellesi e vercellesi riconoscevano in Dolcino il simbolo di una rivolta le cui ragioni erano idealmente anche le loro: oltre alla lapide in questione eressero sul Massaro un obelisco che, nel 1917, rappresentò punto di riferimento pacifista per una semiclandestina marcia socialista contro la guerra mondiale che mieteva a migliaia giovani vittime.
La lapide a Dolcino fu rimossa dai fascisti e finì in un solaio: ritrovata nel 1987 fu portata al Museo Civico Leone. Da allora iniziò una lunga battaglia perché la lapide venisse ricollocata in un luogo pubblico. Il momento pareva giunto il 3 marzo di quest’anno: gli operai del comune avevano già iniziato i lavori per sistemare la lapide lungo lo scalone di ingresso del Municipio di Vercelli, ma all’improvviso dal sindaco, Gabriele Bagnasco, giunge il contrordine ed in fretta e furia i lavori vengono sospesi e la lapide viene invece collocata nell’atrio dell’Auditorium di Santa Chiara in posizione decisamente più defilata rispetto alla precedente. La Curia nega di aver esercitato pressioni ma non nasconde la propria soddisfazione per “l’interessamento” alla questione di alcuni consiglieri cattolici che sostengono la giunta comunale vercellese.
L’impegno di Società Futura
Società Futura, subito dopo le elezioni, si farà promotrice di una raccolta firme per chiedere che la lapide dedicata a Fra Dolcino sia posta, come merita, lungo lo scalone di ingresso del Comune di Vercelli. Entro la prossima settimana verrà pubblicato l’appello su www.societafutura.com, sul blog e su facebook.
Alcune organizzazioni “storiche” (nel senso di anzianità di impegno) si stanno battendo da anni per difendere e diffondere la figura ed il pensiero di Fra Dolcino. Non vogliamo sostituirci a loro, né tantomeno “rubare” loro la scena. Ci mettiamo, invece (e con grande con rispetto), a loro disposizione per combattere una battaglia comune.
Prenderemo contatti, infatti, con tutte le associazioni interessate che conosciamo, alle quali proponiamo fin da ora la preparazione di un convegno a Vercelli sulla modernità del pensiero dolciniano. Durante il convegno potrà essere presentato il risultato della raccolta di firme e si potrà dare vita ad una manifestazione per la consegna all’Amministrazione in carica della petizione.
Attendiamo da tutti un segnale.
Anche su facebook apriremo una causa ed un gruppo per raccogliere le adesioni.
Noi non molliamo!



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