Marzo 2010

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Buon senso e fresconi.

di Società Futura (02/03/2010 - 00:06)


di Franco Gabotti
Così anche a Vercelli abbiamo avuto il vanto dell’adesione all’iniziativa che prevedeva il blocco del traffico domenicale nella giornata del 28 febbraio. La nostra amministrazione ha trovato un argomento per coll... (Continua)

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La casa di vetro?

di Società Futura (25/02/2010 - 15:07)


Il Comune di Vercelli ha risposto alla nostra richiesta di informazioni sul progetto di bonifica delle ceneri da fondo dell’inceneritore e per l’accesso ai dati sulle verifiche ambientali in suo possesso. Cosa dire? Che dopo la lettura, pe... (Continua)

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Bonificare l'area dell'inceneritore? ATENA: S.enza p.ossibilità A.lcuna

di Società Futura (13/02/2010 - 22:06)


Il nostro Movimento, da circa due anni, conduce una battaglia per denunciare la pericolosità degli inceneritori per rifiuti solidi urbani, poiché siamo convinti che la scelta di bruciare RSU nei forni produca gravi conseguenze a danno del... (Continua)

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Fuoco alle polveri

di Società Futura (18/01/2010 - 00:06)


Da mesi, ormai, stiamo chiedendo ai Responsabili dell’Arpa, della Provincia di Vercelli e dell’Asl di verificare la situazione relativa al trattamento delle ceneri da fondo prodotte dall’inceneritore di Vercelli. Abbiamo ricordato agl... (Continua)

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Sporchi da morire!

di Società Futura (11/01/2010 - 18:54)

http://www.sporchidamorire.com/

Segnaliamo questo sito a tutti quelli che ci seguono, ma soprattutto ai politici, agli enti ed agli uffici pubblici e ai Sindacati vercellesi.

Quando ci si sveglierà? Prima o dopo che sia troppo tardi?

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Il diritto alla sicurezza, quella vera....

di Società Futura (07/01/2010 - 11:30)

 

In un nostro post del mese di novembre (http://blog.societafutura.com/post/1207118146/Notizie+da+Walden+due+-+cap.+2) abbiamo dato due notizie:
1. abbiamo chiesto e sollecitato un incontro urgente le OO.SS. (i sindacati) della Provincia e di categoria per parlare di inceneritore, Atena, condizioni di lavoro all’interno dell’impianto, piano rifiuti zero.
2. abbiamo chiesto ad Arpa, Asl e Provincia di effettuare alcune verifiche presso l’impianto di via Asigliano.
Ebbene, il Sindacato non ci ha neppure degnati di una risposta negativa, mentre l’Arpa di Vercelli ha risposto alla nostra lettera con sollecitudine, lasciandoci però perplessi. Vi confessiamo il nostro stupore, infatti, dopo aver appreso che la bonifica dell’area sia ancora irresponsabilmente bloccata e che il Comune di Vercelli, dall’anno 2004, non abbia ancora provveduto a convocare la Conferenza dei Servizi per la valutazione ed approvazione del progetto di bonifica presentato nel 2003. Chiederemo spiegazioni direttamente alla Giunta ed al Consiglio comunale di Vercelli, riservandoci di segnalare la situazione anche alle Autorità Giudiziarie per le loro eventuali competenze.
Invece siamo esterrefatti dal silenzio delle organizzazioni sindacali perchè il tema della salute dei lavoratori (oltre che del loro futuro vista la situazione di Atena Spa) deve essere affrontato con grande responsabilità soprattutto da loro. Speriamo che la lettura del post possa fargli cambiare opinione e possa obbligarli anche in una azione autonoma e decisa.
 
Le risposte ricevute dall’Arpa, però, non ci hanno soddisfatto, tanto che abbiamo ribadito l’urgenza di un intervento congiunto, con Provincia e Asl, all’interno dell’impianto di incenerimento di via Asigliano. La nostra lettera di risposta è stata inviata oggi agli Enti pubblici e, per conoscenza, alle segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL.
Evitiamo di tediarvi pubblicando la lettera e ci limitiamo ad informarvi che abbiamo ribadito la necessità di approfondire due ipotesi:
1. le ceneri interrate (peraltro già in modo assolutamente illegale e non previsto dalla normativa) senza alcuna preventiva impermeabilizzazione dell’area di interramento hanno provocato e continuano a provocare danni alle matrici ambientali esposte e, di conseguenza, alla salute dei cittadini oppure no?
2. se le ceneri da fondo sono così pericolose per le matrici ambientali da richiedere l’impermeabilizzazione del terreno, come è possibile che per i polmoni degli operatori impegnati sul sito e nello smaltimento delle stesse esistano solo rischi trascurabili?
 
Sul secondo punto stiamo insistendo su un aspetto che riteniamo importantissimo: pur prendendo atto del fatto che le ceneri da fondo sono classificate come rifiuti speciali e non tossico nocivi, Arpa, Asl e Provincia di Vercelli ritengono possibile affermare con granitica certezza che una persona, che per diverse ore al giorno, respiri le polveri durante le fasi di smaltimento, non subisca danni fisici inalando diossine, metalli pesanti e sostanze chimiche pericolose? E’ pur vero che la concentrazione nei campioni di ceneri da fondo raccolti ed analizzati (da chi e quando?) di sostanze pericolose possa farle rientrare nella categoria di rifiuti speciali, ma il problema è l’esposizione totale al rischio subita dai lavoratori.
Noi crediamo sia opportuno intraprendere in tempi stretti questa verifica senza attendere future statistiche sulle quali fare commosse riflessioni.
 
A rendere più urgente la nostra richiesta di intervento concorre la notizia (che ci giunge dalla rete NoInc) che a Terni il giudice per le udienze preliminari Pierluigi Panariello deve decidere se rinviare a giudizio i 23 imputati indagati per reati relativi alla vicenda dell’inceneritore Asm di Maratta. L’inchiesta fu aperta nell’autunno 2006 dal magistrato Elisabetta Massini, coinvolgendo personaggi politici e manager pubblici di primo piano come l’ex sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, l’ex presidente della municipalizzata, Giacomo Porrazzini, l’ex direttore dell’impianto Moreno Onori  e i componenti dell’ex consiglio di amministrazione, ma anche dirigenti della Provincia di Terni, tecnici di laboratorio e imprenditori privati. Tra le parti lese oltre ai lavoratori figurano anche lo stesso Comune di Terni, il ministero dell’Ambiente e l’Erario. Le indagini cominciarono a metà gennaio 2007 prendendo le mosse da un esposto dei lavoratori relativo al rispetto della legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, denunciando come fossero costretti a convivere da anni con polveri cancerogene, e da Giovanni Raggi, presidente provinciale dell’Unmil. I contenuti della vicenda di Terni possono destare interrogativi anche sull’inceneritore cittadino, ragione per cui vi invitiamo a leggere l’articolo pubblicato su http://www.ternimagazine.it/9834/ambiente-e-animali/boss-politici-e-manager-asm-imputati-di-disastro-ambientale-mobbing-e-omicidio-colposo.html, soffermandovi sulla questione polveri ed anche sull’incenerimento dei rifiuti ospedalieri, businnes da 12 tonnellate al giorno come previsto  dall'AIA rilasciata dalla Provincia.
Noi siamo molto preoccupati, soprattutto dopo aver letto l’intervista (http://www.beppegrillo.it/2010/01/menzogne_sugli.html) alla dottoressa Patrizia Gentilini, medico oncologo di fama, appartenente all’associazione “Medici per l’Ambiente”, che afferma che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche allo scopo di attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti. Da parte nostra, quindi, intendiamo dare il via a una campagna pubblica per ottenere tutte le informazioni possibili circa lo stato di salute attuale dei lavoratori impegnati all’interno dell’inceneritore e di coloro che vivono nelle vicinanze, al fine di capire se ci siano eventuali patologie tumorali o malattie legate all’inquinamento ambientale. Ci impegneremo nella raccolta di informazioni relative alle cause di morte degli ex lavoratori impegnati all’interno dell’impianto, così da poter avere un quadro delle eventuali malattie che li hanno colpiti. Inviteremo quindi i cittadini a prendere in mano il loro destino, partecipando in prima persona a questa costruzione della verità, segnalandoci le situazioni di cui fossero a conoscenza. Al termine della raccolta dati, nel caso venisse evidenziata una situazione anomala in riferimento alle statistiche regionali e nazionali, provvederemo a inoltrare i risultati alle autorità competenti.
Chiederemo aiuto direttamente ai lavoratori di Atena e delle ditte esterne impegnate nell’impianto ed anche alle RSU di Atena, che sappiamo preoccupate ed attente della situazione, più delle loro segreterie provinciali.
Speriamo che anche i medici di base ed i cittadini stessi ci aiutino contattandoci ed inviandoci notizie.
Anche il problema dell’eternit di Casale fu sottovalutato e, inizialmente, fu solo l’ostinato lavoro di un sindacalista della CGIL a far scoppiare il caso. Oggi abbiamo visto (e dovremo vederne ancora) quale prezzo di vite e dolore ci è costato.
E’ necessario, quindi, avere la certezza che l’inceneritore (anzi gli inceneritori) di Vercelli non provochi danni all’uomo ed all’ambiente. E’ una battaglia di civiltà per il movimento, un diritto per i cittadini ed un dovere per gli Enti e gli Uffici pubblici.

Noi non molliamo!

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Notizie da Walden due - cap. 2

di Società Futura (26/11/2009 - 16:58)


La battaglia per la chiusura dell’inceneritore continua anche senza squilli di tromba e fanfare. In queste settimane, infatti, non ci siamo fermati ed abbiamo continuato a lavorare ai fianchi gli avversari di sempre. Vi facciamo un breve riassun... (Continua)

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Aia non aia, aia non aia

di Società Futura (29/10/2009 - 10:42)


Tra gli Amministratori pubblici c’è chi continua a promettere trasparenza e disponibilità nei confronti dei cittadini, ma poi, nei fatti, si rifiuta di fornire spiegazioni e chiude la porta in faccia a chiunque gli ponga domande. Al... (Continua)

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